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Grafismo di Serge Pey, tratto da " Nierika, o memorie del quinto sole"

INFORMAZIONE
NON E' COMUNICAZIONE

Nell'epoca della globalizzazione la comunicazione appare come una dimensione pervasiva. Non c'è attività umana ed economica che non sia strettamente connessa ad un'impellenza comunicativa.[...] La comunicazione è un evento complesso [...] ma soprattutto non va dimenticato che la comunicazione non è riducibile all'informazione: mentre la comunicazione è un'azione che presuppone uno scambio, una compartecipazione, un mettere in comune e dividere con altri beni simbolici, l'informazione presenta una caratteristica lineare, che non implica l'idea di condivisione, che non ha qualità relazionale.

Marisa Galbiati
Docente di Comunicazione
Politecnico di MIlano


LAST NEWS

Realizzazione del sito per lo scrittore Luca Artioli.

In lavorazione il nuovo sito dell'etichetta indipendente El Gallo Rojo.

Mi scuso per gli aggiornamenti non molto frequenti, ho una camionata di lavori che dovrei mettere in portfolio e non ne ho il tempo.

Nel frattempo (!) godetevi foto e testi su www.9disera.it

Enjoy.

 


UNDERSTATEMENT


È questo un tempo nel quale domina
il rumore di fondo.

Quale che sia il senso attivato per la percezione della realtà (sempre che di percezione si possa ancora parlare), esso deve fare i conti con un "overload sensoriale", con un assalto totale di messaggi davanti al quale non è più possibile operare significative distinzioni.
La condizione di sovraesposizione viene inoltre santificata e celebrata come "ricchezza democratica", ma è il messaggio più ferocemente urlato -e non quello portatore di senso- a sopravvivere fino a noi.
Al sovraccarico reagiamo spesso con la chiusura o con l'indifferenza.

È probabilmente necessario oltrepassare lo sbarramento del rumore di fondo e reagire in modo differente all'indifferenza e alla chiusura che questo sbarramento provoca.



Understatement non significa inadeguatezza del messaggio, insufficienza, mancanza di penetrazione o di chiarezza dello stesso. Significa, al contrario, scegliere una modalità comunicativa del tutto diversa. Operare una scelta di fondo "clandestina" e sensibilmente differente.

Incuriosire attraverso il non completamente detto, stimolare le risorse del ricevente alla ricerca di un senso ulteriore, far percepire la non unidirezionalità della comunicazione, frequentare un mondo del simbolico più ricco e profondo di quello monodimensionale a cui siamo assuefatti, stabilire dialettiche reali tra soggetti di pari dignità attraverso il procedimento dell'allusione, costruire reti di comunicazioni flessibili invece che piramidi di soggetti gerarchicamente legati, recuperare le dinamiche salvifiche del gioco (di forme, di parole, di suoni, di significati), rinunciare deliberatamente alla competizione comunicativa furiosa e (auto)distruttiva, rinunciare deliberatamente ai vantaggi dell'assertività messianica, rinunciare deliberatamente all'idea di un risultato definitivo ed dalla falsa pretesa di oggettivazione.

Queste sono solo alcune tracce a cui qui si vuole semplicemente alludere. Ed è proprio mediante l'allusione, la riflessione, il rimando, e l'incompiutezza di queste tracce che si vuole lasciare aperto il perimetro di questa relazione di pensiero. Grazie alla mediazione di questa prospettiva di senso si può operare il tentativo di un' "esperienza di pensiero" e ristabilire la possibilità di una relazione che non sia unidirezionale.



(Ringrazio molto calorosamente il compagno musicale e amico Giorgio Signoretti, per l'aiuto e la stesura delle parti di questo prezioso testo. Grazie Cigno.)



Copyright Massimiliano Sorrentini © 2004