CHI SONO.
Ai miei “clienti”
chiedo solo fiducia, pazienza e cooperazione:
perché solo in questo modo è possibile
raggiungere un risultato che non sia solamente
di aspetto gradevole, ma che abbia anche una valenza
significativa, e che possa rispecchiare al meglio
la personalità di chi si aspetta un progetto
grafico tagliato sulla propria misura.
Naturalmente, non sempre i “tempi
di produzione” consentono di poter mantener
fede a questi principi. Nel gran vociare delle
offerte di mercato, oggi l’attenzione è
rivolta ad ottenere il risultato più rapido
con il costo minore. Pur tuttavia un’azienda,
un Ente, un’attività commerciale,
un’associazione culturale, o anche lo stesso
singolo privato, dovrebbero tenere conto che un
lavoro sviluppato in maniera frettolosa è
col minor costo è un lavoro destinato ad
essere rifatto. E per questo si dovrebbe misurare
e decidere il proprio investimento sulla distanza
e nel tempo.
Senza avere la pretesa di sviluppare
progetti grafici che abbiano carattere d’eternità,
un buon progetto dovrebbe avere l’ambizione
di poter significare anche oltre lo specifico
immediato.
E questa è la distanza che si coglie tra
la “vecchia” scuola di grafica italiana,
di cui il capostipite Albe Steiner, ha lasciato
tracce significative, e quella odierna. Una distanza
per certi versi incolmabile e che ci dovrebbe
far riflettere in modo più approfondito.
Ciascuno è ovviamente
libero di poter scegliere la soluzione che meglio
si attaglia alle proprie necessità, anche
finanziarie. Ma, a tal proposito, mi piace ricordare
la frase di un amico che si occupava di tatuaggi:
“Un tatuaggio è qualcosa che si porta
sulla pelle per tutta la vita. Scegliere colui
che te lo farà non è cosa di poco
conto. Ciascuno ha, sulla propria pelle, il tatuaggio
che si merita”.
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